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Strumenti urbanistici di competenza di Autorità Portuale

Il Piano Regolatore Portuale, nella sua forma definitiva, si articola in alcune parti differenti tra loro e tuttavia strettamente correlate da un percorso non semplicemente lineare e deduttivo tra le scelte d'assieme e quelle più particolari e di dettaglio.

  • La prima parte riguarda lo scenario evolutivo del commercio internazionale, lo sviluppo dei traffici e il ruolo del Porto di Genova.
  • La seconda parte attiene al livello strutturale e riguarda le scelte territoriali d'assieme principalmente orientate all'assetto macro funzionale ed infrastrutturale.
  • Una terza parte riguarda il livello localizzativo e di dettaglio; al suo interno infatti, il piano articola i propri enunciati in sei Aree Territoriali, che hanno il compito di fornire indicazioni più specifiche e verificare il significato locale degli assetti proposti.

La scala significativa di maggior dettaglio è contenuta negli Ambiti, che suddividono ulteriormente l'intero territorio portuale, introducendo disposizioni relative ai principi insediativi, alle misure e alle quantità, tanto per gli spazi aperti, quanto per le infrastrutture e gli spazi costruiti. Per questi ultimi, sono previste ulteriori specificazioni contenute nelle Unità di Intervento, dedicate a regolare gli interventi architettonici, attraverso la disciplina di allineamenti, altezze, volumi, e l'espressione dei criteri prestazionali ai quali informare i progetti esecutivi.

Il Piano inoltre non si configura come un documento chiuso ma piuttosto immagina di assolvere il proprio compito all'interno di un'attività continua di pianificazione, scandita dalle revisioni annuali dei Piani Operativi Triennali, ai quali viene affidato il compito di temporalizzare l'esecuzione delle opere e di monitorare il livello di attuazione del Piano.

La molteplicità delle attività portuali può essere radunata intorno a tre famiglie di funzioni principali; le attività commerciali (container, rinfuse liquide e solide, merci convenzionali), le attività industriali (siderurgia, porto petroli, costruzione e trasformazione navale), e infine le attività per il traffico passeggeri (traghetti, crociere).

La scelta di fondo del piano, nell'interpretare l'attuale fase del mutamento, è stata di conservare il carattere della compresenza di tutti i settori di attività, adottando misure differenziate per le diverse specializzazioni. Il ragionamento d'insieme si può riassumere nei termini di una contrazione delle risorse territoriali a disposizione delle attività industriali, incentrato sulla dismissione dell'area delle lavorazioni a caldo delle acciaierie e sulla ristrutturazione del porto petroli,  di un potenziamento della funzione commerciale, con particolare riferimento all'aumento della movimentazione dei container ed alla creazione di un nuovo polo per le rinfuse alimentari.

Il Piano Regolatore Portuale, infine, esamina in dettaglio tutte le aree del porto che rivestono un particolare interesse per la città

Nell'ambito degli studi condotti  è stata avviata una riflessione sul territorio, i suoi caratteri, le sue peculiarità, i suoi vincoli e, con riferimento specifico a tematiche legate ai luoghi, è stato affrontato il tema della progettualità degli spazi che si trovano tra città e porto e che ne costituiscono il  reciproco confine, rilevandone caratteristiche, potenzialità e vocazioni.

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